“Metamorfosi” è il percorso di sette anni di lavoro creativo “dentro” la pittura di Patrizia Ottaviani nella continua trasformazione, nell’indagine lineare e cromatica.
Il corpo rimane ancora oggi, a distanza di anni dalla iniziale coraggiosa mostra di Trevignano del 2002, il vero soggetto della sua pittura; campo di infinite indagini che partono dall’interno…
tensioni, drammi legati alle passioni, all’amore, al male di vivere, alla poesia altra e dall’esterno…plasticismo, patine arricchite da ori, materia, croma, trasparenze…
Il corpo che appare e scompare senza volto, tra formale e informale in un mondo dal magma corposo, plastico e quasi sempre materico.
Un mondo in formazione, una genesi senza dio dalla quale le figure sembrano liberarsi per la conquista della libertà…
il corpo spatolato o levigato da dolci pennellate ad olio, inciso, scultoreo, definito nelle curve sinuose d’oriente e negli ori sparsi come scintillanti stelle su tessuti antichi…
Trenta opere circa, divise in tre periodi – Blu – Rosso – Bianco – che ci illustrano il serio lavoro dell’artista che “vuole dare spazio all’idea di evoluzione, trasformazione ed espressione del microcosmo che ognuno di noi rappresenta:
archetipi, il femminile ed il maschile, passioni e moti dell’anima tra segni arcaici e pennellate libere, tra origine e mito”.

Blu dell’evanescente, del cielo, dei desideri lievi, della voglia di crescere e volare e confondersi in danze che portano in alto… blu come “Coscienza” 2006 …
Rosso della terra, forte, concreto, dall’odore della vita e della morte, delle nascite, dei miti, della violenza e della lotta, dell’amore e delle passioni forti…
Bianco come equilibrio, come assenza, come ordine minimale, come nuovo, come futuro…

Corpo, anima, mito, passioni si intrecciano e prendono forma dal colore spesso della sua tavolozza… trasformazioni nei volti delle grandi figure femminili, negli occhi bizantini del “Guerriero” 2007 , che emergono dal magma cromatico, occhi che ti seguono e si confrontano nello spazio…
ti interrogano o assistono bizantini al passare del tempo.
L’oriente di sete leggere, di cannella, di zafferano… sapori ed odori che escono dalla sua pittura…
oriente di odalische sensuali dai veli preziosi, sontuosi palazzi e tè…
Il percorso della sua arte ha radici lontane.
Presente e passato si fondono e alternano l’armonia delle composizioni…
L’oriente dei colori della terra, dei rossi e dell’oro…mediato dal ricordo di Francia.
C’è nella pittura di Patrizia Ottaviani una sorta di continuità con l’arte del novecento…
un operazione colta con la quale l’artista riapre il dialogo con il passato e ripropone un proprio simbolismo fatto di colore spesso,forme definite,plasmate come sculture…
suggestioni crepuscolari di grande effetto.
Percorso antico e moderno nell’eterna ricerca sulla figura.
Corpi femminili che fanno percepire i brividi della sensualità… corpi che tremano al ritmo delle passioni che vibrano per la forza di un sentimento…
Una pittura di rimandi e contaminazioni; un figurativo simbolico ed impegnato…
Patrizia Ottaviani segue, in parte, la grande corrente e gli innumerevoli artisti che fuggono dal mondo troppo reale e dalle avanguardie, ma dall’avanguardia assorbe, intero, il fascino della libertà tecnico-cromatica, della forma parallela alla realtà, della voce urlata delle forti emozioni, mai espresse totalmente rompendo l’involucro classico che le contiene….
e la forma riappare prepotente sotto il riflesso blu-rosso-bianco dei tre periodi esposti..